UNAR - Giurisprudenza
La direttiva 2000/43/CE mira a stabilire un quadro per la lotta alle discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica, al fine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parità di trattamento.
Questo il principio stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 44295 del 5 dicembre 2005 con la quale è stata annullata la condanna per ingiuria aggravata inflitta dalla Corte di Appello di Trieste ad un tale che aveva dato delle "sporche negre" a due donne colombiane nel corso di una rissa: all'uomo, condannato anche per rissa e lesioni volontarie, era stata ritenuta applicabile l'aggravante del reato di ingiuria prevista dalla legge Mancino del 1993 e consistente nella "finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso".
Con la sentenza n. 432 del 2 dicembre 2005 la Corte costituzionale accoglie la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal TAR Lombardia, relativa all'art. 8, comma 2, della legge della Regione Lombardia 12 gennaio 2002, n. 1 come modificato dall'art. 5, comma 7, della legge regionale 9 dicembre 2003, n. 25 "nella parte in cui non include gli stranieri residenti nella Regione Lombardia fra gli aventi diritto alla circolazione gratuita sui servizi di trasporto pubblico di linea riconosciuto alle persone totalmente invalide per cause civili".
La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19378 del 20 maggio 2005, ha confermato la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Torino, ritenendo che il termine "marocchino", anche se riferito ad una persona di quella provenienza etnica, può essere ingiurioso e "indice di discriminazione razziale".
Alla luce di un recente orientamento giurisprudenziale, con l'ordinanza del 19 maggio 2005, il Tribunale di Padova ha accolto la domanda di risarcimento dei danni non patrimoniali formulata da cittadini stranieri nei cui confronti veniva praticata una diversità di trattamento sulla base della sola appartenenza a diversa nazionalità.
Sentenza del Tribunale di Venezia del 12 gennaio 2005