Carfagna: «All'Onu per sostenere i diritti delle donne»
"Siamo fermamente convinti che la chiave per raggiungere gli Obiettivi del Millennio, e in particolare quello dell'eguaglianza di genere, consista nella ridistribuzione del potere, dei servizi di cura e dell’attività lavorativa" tra uomini e donne. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, è intervenuta alla sessione annuale dell'ECOSOC, il Consiglio Economico e Sociale dell'ONU. "Se neghiamo l'importanza di dare il giusto ruolo alle donne e trascuriamo i diritti delle ragazze, ne pagheremo il costo nell’indebolimento economico dei nostri Paesi", sostiene Carfagna. La disuguaglianza, infatti, rallenta la crescita sostenibile dei Paesi e insieme l'opportunità per le donne di godere di reali diritti e benefici, anche economici. Lo sviluppo - precisa il Ministro - passa attraverso "il progresso in settori che riguardano l'accesso all'istruzione, la salute, la lotta alla violenza di genere".
Il Ministro Carfagna ha quindi spiegato che "il Governo italiano ha concentrato il suo impegno e le sue risorse finanziarie per creare più solide condizioni affinché si realizzi nel mondo del lavoro la piena parità tra uomo e donna", attraverso misure che puntano a potenziare servizi a favore delle madri lavoratrici, a tutelare maternità e paternità, ma anche inasprendo le sanzioni per i datori di lavoro che mettono in atto comportamenti discriminatori, diretti o indiretti.
Tra le azioni del Governo, inoltre, il Ministro ha ricordato il Piano di Conciliazione messo a punto insieme al collega del Welfare, Maurizio Sacconi, che prevede interventi di sostegno ai servizi per l'infanzia e la non-autosufficienza e incentivi alla flessibilità di orario (part-time, telelavoro), e il recepimento della Direttiva 54, che sancisce il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego.
Forte il richiamo, infine, alla lotta contro la violenza sulle donne, "violazione dei diritti umani", "ancor più insopportabile se usata come strumento di guerra".
1 luglio 2010
DOCUMENTI