Contro l’omofobia: la prima campagna istituzionale
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Capita ancora troppo spesso, infatti, che gli omosessuali vengano giudicati non in quanto persone capaci come altre di aiutare e di amare il prossimo, ma in base a un aspetto privato: il loro orientamento sessuale. Vittima di questa superficialità discriminatoria non è solo l'omosessuale ma è la società intera. Perché siamo costretti ad assistere ad aggressioni e molestie contro innocenti, gesti che consideriamo estranei alla vita civile.
A questo proposito, Carfagna ha ricordato gli ultimi "gravi episodi" di violenze ai danni di persone omosessuali avvenute a Roma e in altre città, che hanno accelerato l’intervento del governo. Importante è stato il contributo delle associazioni Lgbt, come Arcigay, Arcilesbica, Gaylib, Gaynet, Agedo, Transgenere, 3D, DGP e altre, intervenute alla presentazione dell'iniziativa, esprimendo tutte giudizi positivi. Erano presenti anche la deputata PD Paola Concia, l'ex parlamentare Vladimir Luxuria e Franco Grillini, ex deputato e presidente di Gaynet.
L’omofobia - recita la campagna - è una malattia dalla quale si può guarire. E nella lotta al pregiudizio contro gli omosessuali e i transessuali, il Ministro ha ribadito che "abbiamo bisogno della collaborazione dei mezzi d’informazione: per noi le differenze non contano, ma per combattere gli stereotipi serve anche aiuto dei mass media, che invece li utilizzano per fare audience. E questo non ci è d’aiuto".
"Sono riuscita a rompere un piccolo tabù – ha detto soddisfatto il Ministro Carfagna - facendo rientrare la lotta all'omofobia tra i compiti del governo".
9 novembre 2009
APPROFONDIMENTI
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- Rassegna stampa:
"La Repubblica"
"Corriere della Sera"