Se ami qualcuno dagli peso

immagine - locandina della campagna contro anoressia e bulimia

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In Italia i disturbi alimentari sono la prima causa di morte per malattia delle ragazze tra i 12 e i 25 anni.
Le statistiche ci dicono che almeno il 3% della popolazione soffre di anoressia o bulimia nervosa, oltre 200 mila donne nel nostro Paese sono colpite da questo genere di disturbi. Si tratta, dunque, di una vera e propria emergenza che, oltre ad essere affrontata dal Parlamento, va prima di tutto riconosciuta nelle nostre case o tra le persone che frequentiamo. La soluzione sta in primo luogo nell'attenzione dinanzi a determinati atteggiamenti di una figlia o di un figlio, di un'amica, di un amico o di un semplice conoscente. I comportamenti, infatti, sono vere e proprie "spie" e vanno capiti, sorvegliati, mai sottovalutati.

Chi soffre di anoressia o bulimia ha una visione distorta della propria immagine.
I disturbi alimentari si manifestano con una ossessione per la perfezione che si esprime, talvolta, anche nel campo degli studi e nei rapporti con il gruppo dei coetanei. Un'attenzione preventiva e una comprensione precoce di tali espressioni può essere utile per un intervento tempestivo.

Il principale sintomo dell'anoressia nervosa è il rifiuto di mantenere il peso corporeo entro i livelli di normalità; il verificarsi di un marcato dimagrimento può essere il primo segnale indicatore del disturbo. Per le donne, in particolare, la perdita di peso è accompagnata dalla scomparsa delle mestruazioni.

Gli esperti hanno individuato dei comportamenti a rischio, veri e propri campanelli d'allarme che possono aiutarci a capire se un nostro familiare, una nostra amica o un nostro amico soffre di disturbi alimentari.

Ecco poche domande per aiutarti a capire se tua figlia, una persona a te vicina o tu stessa nascondete i sintomi della malattia:

  • Noti che ha l'ossessione del peso e del pesarsi?
  • Quando mangia pensa in maniera ossessiva alla calorie che ingurgita?
  • Si sente in colpa per aver mangiato?
  • Si specchia sempre guardando pancia e cosce?
  • Il suo peso influenza il suo umore?
  • Il suo peso influisce sulla disponibilità a frequentare i coetanei?
  • Noti che si sottopone in maniera esagerata ad attività fisica pensando di non poterne fare a meno?


Se pensi di poter rispondere affermativamente anche ad una di queste domande, se vuoi saperne di più, se cerchi il parere di un esperto e se vuoi condividere l'esperienza di chi ha vissuto e vive i disturbi alimentari visita la piazza virtuale di TimShell.

30 giugno 2009