Contro la tratta di persone

La tratta di esseri umani costituisce un gravissimo reato: la mercificazione della persona umana e la sopraffazione della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali. Opporsi al fenomeno della tratta, per tale ragione, non può che orientarsi alla tutela dei diritti umani delle vittime, qualunque sia l’intenzione dei trafficanti.
Come molti Paesi europei, l’Italia è interessata ormai da quasi un ventennio da questo fenomeno. Il Dipartimento per le Pari Opportunità, l’Amministrazione Centrale cui è demandato il coordinamento degli interventi tesi alla prevenzione ed al contrasto della tratta di persone, ed in particolare all’assistenza e reintegrazione sociale delle vittime, svolge per questo molteplici attività in materia, sia a livello nazionale che transnazionale.

Fronteggiare la tratta di esseri umani vuol dire mettere in campo incisive strategie interconnesse di prevenzione, tutela e contrasto di livello nazionale e transnazionale. Due principi fondamentali devono informare tali strategie:

  • la tutela dei diritti umani
  • l’approccio multidisciplinare integrato.

Poiché la tratta è un fenomeno estremamente complesso ed in continua evoluzione, è fondamentale affiancare ai sistemi legislativi, alle politiche e agli interventi, adeguati strumenti di osservazione del fenomeno e di valutazione delle azioni intraprese: una lettura approfondita ed aggiornata è indispensabile per muoversi in maniera efficace. È esattamente questo il compito del Dipartimento per le Pari Opportunità che si occupa quindi di:

  • monitorare e analizzare il fenomeno della tratta degli esseri umani;
  • studiare i risultati dei progetti finanziati ai sensi dell’art. 18 D.lgs. 286/98 e dell’art. 13 della legge 228/2003;
  • verificare l’attività del numero verde nazionale antitratta;
  • sviluppare un sistema informatizzato di raccolta dei dati, che renda più efficace la lettura e l’analisi del fenomeno, nel rispetto delle garanzie di riservatezza agli eventuali dati sensibili;
  • condurre ricerche e studi sul fenomeno della tratta, sia a livello nazionale che internazionale.

IL SISTEMA NAZIONALE DI ASSISTENZA ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER LE VITTIME DI TRATTA

Il sistema italiano di protezione, operativo dal 2000 e coordinato e co-finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, prevede una struttura composita per l’assistenza delle persone trafficate che si compone di tre fondamentali pilastri di azione (emersione, identificazione e prima assistenza, inclusione sociale) ai quali sono collegati altrettanti dispositivi di intervento:

  • Numero Verde Nazionale anti-tratta (800.290.290);

  • Programma di prima assistenza, ai sensi dell’art. 13 della legge 228/2003 (“Misure contro la tratta di persone”) “Istituzione di uno speciale programma di assistenza per le vittime dei reati previsti dagli articoli 600 e 601 del codice penale”;

  • Programma di assistenza e integrazione sociale previsto dall’art. 18 del d.lgs. 286/98 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”

Il Numero Verde (800-290-290)

Il Numero Verde (800-290-290) operativo h24 - è gratuito e anonimo e consente di entrare in contatto con personale specializzato multilingue. Esso fornisce informazioni dettagliate sulla legislazione e sui servizi garantiti alle persone trafficate/sfruttate in Italia e, su richiesta, indirizza queste ultime verso i servizi socio-assistenziali messi a disposizione nell’ambito dei programmi ex art 13 (L. 228/03) ed ex art.18 (d.lgs. 286/98). Il servizio è articolato in una postazione centrale che opera in stretto raccordo con i progetti “art. 13” ed in particolare con apposite strutture istituite presso questi ultimi, denominate “unità territoriali operative”. Queste hanno il compito di prendere in carico le segnalazioni provenienti dal numero verde e provvedere a valutare il caso ed inviare la presunta vittima di tratta o sfruttamento ai servizi dedicati del territorio di riferimento.
Il servizio è altresì rivolto ai cittadini che vogliano segnalare situazioni di sfruttamento, nonché agli operatori del settore, al fine di agevolare il lavoro di rete a livello nazionale.

I progetti art. 13 della legge 228/2003

I progetti art. 13 garantiscono assistenza alle presunte vittime di tratta e a quelle già identificate come tali per un periodo minimo di tre mesi che, ove possibile, può essere esteso ad altri tre mesi. Le persone prese in carico da enti pubblici o del privato sociale hanno diritto ad adeguate condizioni di alloggio, di vitto, di assistenza sanitaria e legale. In molti casi, conclusosi il progetto individuale art. 13, le persone continuano ad essere assistite nell’ambito dei progetti art. 18.

Dal 2006 al 2012, i progetti art. 13 finanziati sono stati 166.

I progetti art. 18 del d.lgs. 286/98

I progetti art. 18, della durata di 12 mesi, garantiscono alle persone trafficate la possibilità di accedere ad una serie di servizi ed attività, in base al piano di assistenza individualizzato elaborato in base ai loro bisogni specifici: accoglienza residenziale, counselling psicologico, assistenza legale, mediazione linguistico-culturale, accompagnamento ai servizi socio-sanitari, formazione professionale, tirocini aziendali, supporto nella ricerca del lavoro, inserimento lavorativo.

Dal 1999 al 2012, i progetti art. 18 finanziati sono stati 665.

Dal 2000 oltre 68.000 persone sono entrate in contatto con i progetti art. 18, da cui hanno ricevuto una qualche forma di supporto (informazioni, consulenza psicologica, consulenza legale, accompagnamenti socio-sanitari); di queste, hanno partecipato ad un programma di protezione sociale oltre 22.000 persone.
I beneficiari di questo programma possono inoltre usufruire di un “permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari”.
Entrambi i programmi di assistenza prevedono il co-finanziamento – attraverso un bando congiunto annuale – di progetti realizzati da enti locali e territoriali e/o associazioni. Queste ultime, per partecipare all’avviso pubblico, devono essere iscritte alla seconda sezione del Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati.

Bandi e Avvisi

Bando unico 2011 G.U. del 7 luglio 2011

Bando unico 2012 G.U. del 23 luglio 2012

I progetti del Bando unico 2012 - Avviso n. 13 e Avviso n. 7 sono in regime di proroga fino al 30 giugno 2015.

PROGETTO OSSERVATORIO SULLA TRATTA

Tra i principali obiettivi del Dipartimento, vi è quello della gestione di una banca dati centralizzata, in grado di effettuare elaborazioni in tempo reale, determinante per l’individuazione di segnali precoci di evoluzione del fenomeno della tratta.
L’elaborazione ed implementazione di questa banca dati, che consentirà un’efficace analisi della tratta e degli interventi di risposta nelle loro molteplici sfaccettature, rappresenta sicuramente un grande passo avanti verso l’acquisizione di una cultura della qualità dell’informazione e del monitoraggio di un fenomeno così rilevante, indispensabile per un’efficace politica di contrasto della tratta degli esseri umani.
Il sistema di raccolta dati SIRIT (Sistema Informatizzato per la raccolta di informazioni sulla tratta), gestito e manutenuto nell’ambito della Convenzione Numero Verde Anti tratta dal Comune di Venezia, viene alimentato dagli enti titolari/attuatori dei progetti di assistenza e protezione sociale delle vittime di tratta e sfruttamento co-finanziati dal DPO ai sensi dell’art. 18 d.lgs. 286/98 e dell’art.13 Legge 228/2003.

Di seguito un documento Dati e riflessioni sui progetti di protezione sociale art. 18 del d.lgs. 286/98 e art. 13 della legge 228/2003 – dal 2000 al 2007. Relazione a cura della Segreteria tecnica.

Inoltre è possibile scaricare al link di seguito riportato un documento dove sono disponibili i soli dati consolidati, aggregati per diverse categorie di interesse, dei due ultimi avvisi congiunti che il Dipartimento ha finanziato relativi agli anni 2011 e 2012. Scarica file

Inoltre,  per il biennio 2013-2014, in regime di proroga dei progetti del bando unico 2012, è possibile scaricare, al link di seguito riportato, un report riportante i dati delle sole vittime emerse  aggregati per genere, età, nazionalità e tipologia di sfruttamento. Scarica file

Si rimanda al sito www.osservatoriointerventitratta.it per una descrizione del fenomeno della tratta, per informazioni sui progetti e sul numero verde, per la rassegna stampa, per materiali vari e ricerche su fonti giuridiche nazionali e internazionali, su news ed eventi

NOVITÀ INSERITE NEL DECRETO LEGISLATIVO 4 MARZO 2014 N.24

Il Decreto legislativo 4 marzo 2014 n.24 recante “Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime, che sostituisce la decisione quadro 2002/629/GAI”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.60 del 13 marzo 2014, è entrato in vigore il 28 marzo 2014.

In linea con l’approccio unitario adottato dall’Unione europea nel quale confluiscono le finalità di prevenzione, repressione e protezione, il legislatore ha ritenuto in primo luogo di emendare gli artt. 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù) e 601 (tratta di persone) del Codice Penale, al fine di rafforzare lo strumento punitivo, assicurando che nessuna delle possibili manifestazioni della tratta di esseri umani possa sfuggire alla repressione penale, e di fornire una definizione dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù e tratta di persone rispondente a quella della direttiva europea. Relativamente ai minori, la condotta è punita come reato di tratta anche se il reato non è commesso con frode, inganno, minaccia o dazione di denaro.

Per ciò che concerne l’aspetto della tutela delle vittime del traffico di persone, in attuazione della direttiva europea, il d.lgs. modifica inoltre il codice di procedura penale estendendo, in sede di esame, la tutela esistente prevista per le vittime minori di età o maggiori di età, ma inferme di mente, a tutte le vittime maggiorenni in condizione di particolare vulnerabilità. In relazione a quest’ultimo concetto, l’art. 1 del decreto specifica i soggetti che possono essere considerati vulnerabili, ovvero i minori, i minori non accompagnati, gli anziani, i disabili, le donne, soprattutto se in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le persone con disturbi psichici, nonché coloro che hanno subìto stupri o altre forme gravi di violenza fisica, psicologica, sessuale o di genere. Sempre nell’ottica del rafforzamento della protezione delle vittime, il decreto sancisce l’obbligo di adeguata informazione delle stesse, in particolare dei minori non accompagnati vittime di tratta, circa i propri diritti e rimanda a una fonte regolamentare la definizione dei meccanismi per la determinazione dell’età e per la loro identificazione. Stabilisce inoltre la previsione di specifici moduli formativi obbligatori sulle questioni inerenti la tratta degli esseri umani per i pubblici ufficiali interessati, da inserire all’interno dei percorsi di formazione realizzati dalle Amministrazioni competenti.

Una delle principali novità introdotte dal decreto, conformemente alla direttiva, è il riconoscimento del diritto delle vittime a ricevere un indennizzo in relazione al reato subìto. Tale risarcimento, che avrà un ammontare fisso di EUR 1.500,00 per ciascuna vittima, sarà corrisposto nel rispetto di una serie di condizioni stabilite dal decreto e a valere sul Fondo annuale per le misure anti-tratta, già esistente e alimentato per legge con i proventi derivanti dalla confisca dei beni a seguito di sentenza di condanna penale.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri è l’organismo deputato a svolgere compiti di indirizzo, coordinamento e monitoraggio in materia di tratta degli esseri umani. Oltre a queste funzioni, il d.lgs. riconosce ufficialmente il ruolo del Dipartimento di meccanismo equivalente e punto di contatto nazionale per il Coordinatore anti-tratta dell’Unione europea e mira allo stesso tempo a rendere più efficace e coordinata l’azione di prevenzione e contrasto del fenomeno, nonché l’assistenza e l’integrazione sociale delle vittime. A tale scopo, infatti, esso prevede la fusione dei programmi di assistenza primaria e secondaria (progetti ex art. 13 e art.18) finora in vigore in un programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale che garantisca alle vittime vitto, alloggio e assistenza sanitaria, la prosecuzione dell’assistenza e l’integrazione e inclusione sociale. Ciò allo scopo di evitare duplicazioni e migliorare quindi la protezione delle vittime come richiesto dalla direttiva oggetto di recepimento con il decreto legislativo 24/2014.

Altra novità introdotta dal d.lgs. è l’adozione del primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, al fine di individuare strategie pluriennali di intervento per la prevenzione e per il contrasto di tali fenomeni, nonché azioni finalizzate alla sensibilizzazione, alla prevenzione sociale, all’emersione e all’integrazione sociale delle vittime. Sempre tra le misure innovative introdotte dal decreto, si ricordano infine le disposizioni di rinvio tra le Amministrazioni che si occupano di tutela e assistenza delle vittime di tratta e quelle che hanno competenza in materia di asilo, sancite all’art. 10. Ai sensi dell’articolo, infatti, tali Amministrazioni sono tenute a identificare misure di coordinamento, al fine di determinare meccanismi di rinvio tra i due sistemi di tutela.

LE RICERCHE INTERVENTO

Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha promosso nel corso degli anni delle ricerche-intervento finalizzate ad estendere le conoscenze, ad oggi ancora limitate, sulle nuove forme di sfruttamento para-schiavistico di esseri umani: un fenomeno che negli ultimi anni si è drammaticamente aggravato, manifestandosi in maniera sempre più articolata e spesso in connessione con la tratta.
Le ricerche sono state mirate all’approfondimento del fenomeno, rispettivamente una in Campania ed in Puglia e l’altra in Calabria e Sicilia. Ha fatto parte della loro messa in opera anche una serie di seminari informativi tematici svolti nelle regioni interessate dal fenomeno, con coinvolgimento dei diversi attori territoriali (Forze dell’ordine e operatori sociali). Queste attività sono state realizzate nell’ambito della Misura II.3 del PON Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia, Obiettivo 1.

LE ATTIVITÀ IN CAMPO INTERNAZIONALE

Nel corso degli anni il Dipartimento ha rafforzato sempre più l’attività in campo internazionale relativamente agli interventi in materia di tratta di persone.
A livello europeo, il Dipartimento è stato ente proponente e capofila di due progetti finanziati nell’ambito del Programma comunitario Prevention of and fight against crime – Action Grants 2007:

  • Azione transnazionale intersettoriale per il contrasto della tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo. Identificazione e assistenza delle vittime (FREED): realizzato in stretta collaborazione con l’OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro, è finalizzato all’analisi del fenomeno del lavoro sommerso degli immigrati e del lavoro para-schiavistico, delle buone pratiche esistenti e all’attivazione di processi di informazione e formazione degli attori che operano nel settore;

  • Sviluppo di un Transnational Referral mechanism per le vittime di tratta tra i paesi di origine e di destinazione (TRM-EU): realizzato in stretta collaborazione con l’ICMPD di Vienna (International Centre for Migration Policy Develpoment) sviluppa un sistema di cooperazione istituzionalizzato tra Paesi membri dell’Unione Europea e Paesi Terzi, al fine di garantire una gestione organica dei casi transnazionali di tratta di persone e condividere adeguati standard per la protezione delle vittime ed il trattamento dei dati sensibili.

Il Dipartimento è stato inoltre partner in altri due progetti presentati nell’ambito del medesimo programma europeo:

  • Romania, Agenzia Nazionale contro la tratta di persone - progetto ROBSI che ha come obiettivo interventi mirati alla riduzione del numero di donne trafficate dalla Romania e dalla Bulgaria verso l’Italia e la Spagna ed alla sensibilizzazione sul fenomeno della tratta a scopo di sfruttamento sessuale;

  • Save the Children Italia: progetto AGIRE che ha come obiettivo interventi mirati a rafforzare la cooperazione tra soggetti pubblici e privati in Italia, Grecia e Romania nel campo dell’identificazione e dell’assistenza dei minori vittime e/o potenzialmente vittime di tratta.

Il Dipartimento è stato inoltre partner in altri progetti presentati nel quadro del programma generale “Sicurezza e tutela delle libertà”, nel programma specifico dal titolo “Prevenzione e lotta contro la criminalità” che sostiene i progetti in materia di prevenzione e lotta contro la criminalità organizzata e non organizzata.

In tale ambito si è partecipato ai progetti:

  • NO-TRATTA Osservatorio nazionale sulla tratta tra i rifugiati e richiedenti asilo: formazione, strumenti e campagna di sensibilizzazione;

  • STOP FOR-BEG – AgainST emerging fOrms of trafficking in Italy: exPloited immigrants in the international phenomenon of FORced BEGging (ricerca sul fenomeno della tratta a scopo di accattonaggio);

  • Protection First: identificazione, prevenzione ed assistenza a minori vittime a rischio di tratta e sfruttamento (rafforzamento della capacità di identificare i minori vittime di tratta e sfruttamento e i gruppi a rischio all’interno delle comunità alloggio per minori).

Il Dipartimento è stato partner di un progetto finanziato nell’ambito del Programma Tematico della Commissione Europea per la Cooperazione con i Paesi terzi nell’area della migrazione e dell’asilo (EuropeAid/126364/C/ACT/Multi), promosso dall’OIL. È un programma biennale per rafforzare la cooperazione tra Nigeria e Italia in materia di identificazione delle vittime di tratta, perseguimento dei trafficanti e assistenza alle vittime. La sua componente di ricerca – svolta sia in Italia che in Nigeria - è stata coordinata dal Dipartimento e ha indagato sul flusso migratorio dei nigeriani verso l’Italia, con un’attenzione specifica alla tratta a scopo di sfruttamento lavorativo. Non mancano contributi volti a consolidare la cooperazione istituzionale bilaterale: la creazione di un gruppo di lavoro multi-agenzia per la promozione di buone pratiche, seminari di formazione per gli operatori, interventi di sensibilizzazione e formazione per i gruppi a rischio, interventi di assistenza ed integrazione per le vittime una volta rimpatriate.

Il Dipartimento ha coltivato in modo particolare i rapporti di collaborazione bilaterale con la Romania, Paese di origine della maggior parte delle vittime di tratta presenti in Italia. Tale collaborazione ha portato alla conclusione di un protocollo d’intesa tra il Dipartimento, il Ministero del Lavoro, le Regioni italiane ed il Ministero romeno del Lavoro, Famiglia e Pari Opportunità, firmato a Bucarest il 9 luglio 2008. L’accordo prevede la cooperazione e il coordinamento delle attività in materia di contrasto alla tratta di persone e assistenza delle vittime realizzate con le risorse del Fondo Sociale Europeo, programmazione 2007-2013.